TM Publisher, la truffa arriva per posta

L'avviso di pagamento ricevito per posta da TM publisher
L’avviso di pagamento ricevuto per posta da TM publisher

Siete titolari di un marchio?
Allora quasi sicuramente prima o poi vi arriverà  nella cassetta delle lettere una richiesta di pagamento, tramite ordine di bonifico allegato, per una cifra che in questo caso è di 966 euro, per inserire il vostro marchio in una banca dati estera denominata IDRTM che nulla ha a che vedere con l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).

Tale lettera altro non è che una pubblicità mascherata da minaccioso modulo per le tasse.

Il mittente è TM Publisher, società con sede a Vienna, ma con conto corrente anche a Milano, le cui coordinate si possono leggere nell’immagine. (I dati del titolare del marchio li ho ovviamente cancellati)

Non c’è molto da aggiungere, basta cercare on line e la truffa è ampiamente documentata su vari siti.

Riporto l’avviso trovato sul sito della Camera di commercio di Bari

“Si segnala all’attenzione degli utenti che i BOLLETTINI POSTALI TRADEMARK PUBLISHER- Banca dati internazionale di marchi registrati non ineriscono in alcun modo alle attività camerali relative al deposito ed all’inserimento nelle banche dati delle Camere di Commercio ma trattasi di una banca dati privata assolutamente non necessaria ai fini della validità del marchio registrato. “

Un’elenco di questi imbroglioni con relativi esempi di fatture ingannevoli è scaricabile in pdf a questo link: https://oami.europa.eu/ohimportal/it/misleading-invoices

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Raccomandata, si possono spedire oggetti si o no?

raccomandata

Mi capita ogni tanto di dover spedire piccoli oggetti di scarso valore venduti su Ebay in Italia e all’estero, quale miglior soluzione della raccomandata?

Costa poco, in base al peso, è tracciabile on line e non devi dichiarare il contenuto sul modulo di spedizione.

Certo, da tempi immemori la si usa per l’invio di documenti ma chi vende on line sa bene che è il mezzo più sicuro ed economico per spedire.

A qualcuno deve aver dato fastidio questa cosa, tant’è che in un paio di uffici postali da me frequentati abitualmente si sono messi a tastare la busta imbottita gialla con spedizione in Italia (notare che conteneva un foulard, per cui era piatta) con aria da inquisitori chiedendomi “Ma dentro ci sono documenti?” e io “Certo”.
“Ma è sicura che sono documenti, perchè non sembrerebbe tastando”.
“Certo”.
“Ma non sembra carta il contenuto, è sicura che siano documenti?”

Piuttosto seccata faccio presente che nessuno mi ha mai chiesto il contenuto di una raccomandata prima d’ora al che mi rispondono che hanno ricevuto una circolare che invita gli addetti a non accettare merce spedita tramite questo metodo di spedizione, e che solo per questa volta si sarebbero presi la responsabilità di accettare questa benedetta busta.

Oddio, e prendetevi questa responsabilità e andate affanculo, tanto è pieno di poste sul territorio, mica ho bisogno di venire da voi brutti rompicazzo che non siete altro.

Ah, faccio notare che questa mattina ho spedito in un altro ufficio postale la stessa tipologia di busta e nessuno mi ha chiesto nulla.

Ora io mi chiedo, ma ci vuole tanto a fare un po’ di chiarezza?
Se questo divieto esiste ci vuole tanto a mettere un avviso sul sito delle Poste o negli uffici postali?
Perchè per la raccomandata 1 è scritto a chiare lettere che si possono spedire solo documenti e per la raccomandata non è specificato nulla?

O dobbiamo sorbirci le lune storte di questi impiegati che ricevono queste misteriose circolari e si mettono a tastare le buste (peraltro entro le dimensioni consentite) e a rompere le balle agli ignari cittadini?

Comunque la spiegazione di tutto ciò è sicuramente una, spingerti ad usare il pacco celere 3, che costa 9,90 euro fino a tre kg o meglio ancora il pacco celere 1, che costa 11, 90 euro fino a tre kg.

Expo Milano 2015, la fiera del nulla assoluto.

Ore 10 e 30 Biglietteria deserta....avranno fatto il tutti il ticket on line?
30 Luglio  ore 10 e 30 ingresso Ovest Fiorenza, biglietteria deserta….avranno fatto tutti il ticket on line?

Dico subito la mia opinione, per me Expo 2015 è una cagata pazzesca, me lo ricorderò come i soldi peggio spesi per vederre il nulla assoluto, un carrozzone pacchiano e privo di contenuti, molti padiglioni con audaci architetture che all’interno hanno solo dei maxi schermi che proiettano video sgranatissimi e di nessun interesse.

Il lungo cammino per arrivare a Expo 2015 dal parcheggio Rho Fiera P4
Il lungo cammino per arrivare a Expo 2015 dal parcheggio Rho Fiera P4

Cominciamo con l’arrivo al parcheggio Fiera Milano il giorno 30 luglio 2015.
Sul sito Expo mi dice che è collegato con navetta gratuita con l’accesso Ovest Fiorenza – San Carlo; in realtà, una volta parcheggiata l’auto al parcheggio P4, vedo la gente incamminarsi a piedi verso l’entrata del sito.
Chiedo ad un addetto se c’è una navetta ma lui mi dice che non c’è perchè l’ingresso è a pochi metri per cui si va a piedi.
Ma che bello, peccato che in realtà saranno non dico due km ma poco ci manca…e vabbè, camminare fa solo bene…

Una volta entrati ecco il padiglione zero, il primo impatto è suggestivo grazie all’archivio della Memoria, una gigantesca porta/libreria in legno con cassetti chiusi e aperti, che apre il varco a due purtroppo costanti onnipresenti in Expo: i maxischermi ( e qui do ragione a Crozza quando diceva tempo fa che pare di essere all’Unieuro) e il cartongesso o plastica poliuretanica, qui espletata sotto forma di animali.

Padiglione zero - Expo 2015
Padiglione zero – Expo 2015
Il finto albero che sbuca dal Padiglione Zero
Il finto albero che sbuca dal Padiglione Zero
Decumano - Expo 2015
Decumano – la main street di Expo 2015
Pannelli video nel Padiglione zero Expo 2015
Pannelli video nel Padiglione zero Expo 2015 – il cibo è solo virtuale
Padiglione zero Expo 2015
I maxi schermi, una presenza fissa nei padiglioni Expo
Padiglione zero Expo 2015
Padiglione zero Expo 2015

Expo 2015 -Padiglione Austria

Il padiglione Austria. Tanti lo decantano come uno dei padiglioni più belli, forse lo sarà per chi non ha mai visto un bosco in vita sua…

Coda al padiglione Germania
Coda al padiglione Germania
Coda al padiglione Giappone
Coda al padiglione Giappone
Coda al padiglione Emirati Arabi
Coda al padiglione Emirati Arabi

Ma l’esperienza più claustrofobica che ho provato sono stati i padiglioni Germania e Kuwait, dove si entra a gruppi.

Quando si entra a gruppi sei costretto a seguire un itinerario prestabilito senza via di scampo.
Devi stare zitto e buono come i bambini dell’asilo in gita e sorbirti dei discorsi senza senso in piedi, al buio e nella calca di gente che assiste allibita e impotente a questi spettacoli assurdi, fatti di video orrendi in bassa risoluzione.

Vorresti immediatamente uscire da quell’incubo in preda ad un’attacco claustrofobico ma devi chiedere il permesso all’addetta multilingue, che ti guarderà allibita e ti chiederà: ma come mai? Ma si sente poco bene?

Facce annoiate al Padiglione Santa Sede
Facce annoiate al Padiglione Santa Sede
Omaggio del Padiglione Santa Sede
Gentile omaggio del Padiglione Santa Sede
Interno del Padiglione Russia
Interno del Padiglione Russia – video e luci psichedeliche
Una delle orrende Installazioni - mercato di Dante Ferretti
Una delle orrende Installazioni del finto mercato by Dante Ferretti lungo il Decumano

Un’altro aspetto imbarazzante di questa volgarissima fiera di paese è la presenza lungo il Decumano di inquietanti installazioni in plastica di frutta, verdura, carne, che simulano i mercati del pesce, del pane, della frutta eccetera di cui non si capisce la necessità.

Una delle orrende Installazioni mercato di Dante Ferretti
Una delle orrende Installazioni mercato di Dante Ferretti
Questo è il pane di plastica lungo il Decumano
Questo è il pane di plastica lungo il Decumano opera di Dante Ferretti

Solo dopo ho saputo che per tali orrori hanno ingaggiato nientepopodimeno che Dante Ferretti, lo scenografo italiano premio Oscar. Roba da far accapponare la pelle…..

Foodie, la mascotte di Expo 2015
Foodie, la mascotte di Expo 2015

Per non parlare del pupazzo mascotte di Expo, tale Foodie, che in compagnia dei suoi amici vegetali scorrazza chiassoso per il Decumano.
Uno spettacolo misero, povero, che neanche la peggior fiera del paese più arretrato d’Italia avrebbe il coraggio di mostrare.

Punti di riposo sono presenti lungo il Decumano
Punti di riposo sono presenti lungo il Decumano
Pennichella al Padiglione Estonia
Pennichella al Padiglione Estonia
padiglione Regno Unito

Il suggestivo alveare fuori dal padiglione Regno Unito lascia presagire grandi cose…

Lo scarno interno del Padiglione Regno Unito

….ma una volta dentro la realtà è la solita…schermi a parete e video sulle api…potevano sforzarsi un po’ di più!

L'interno del padiglione Turkmenistan consiste in quattro tappeti appesi
L’interno del padiglione Turkmenistan consiste in quattro tappeti appesi
Manichini e cibi in plastica al padiglione Oman
Manichini e cibi in plastica al padiglione Oman
Padiglione USA, una delusione totale
Padiglione USA, una delusione totale
Padiglione Vietnam tanto bello fuori....
Padiglione Vietnam tanto bello fuori….
....quanto brutto dentro!
….quanto brutto dentro!
Poteva mancare la Nutella, orgoglio nazionale?
souvenir in un padiglione africano
souvenir in un padiglione africano
vendita di souvenir
vendita di souvenir
L'esterno del cluster del Benin....
L’esterno del cluster del Benin….
..e il suo interno.
…e il suo interno.
L'orrendo padiglione Italia
L’orrendo padiglione Italia
Spezie esposte in teche di vetro, manco fossero d'oro!
Spezie esposte in teche di vetro, manco fossero d’oro!
In Expo il cibo si guarda ma non si tocca!
In Expo il cibo si guarda ma non si tocca!
Il padiglione della società di costruzione cinese Vanke
Il padiglione della società di costruzione cinese Vanke
Il padiglione della società di costruzione Vanke
Il padiglione della società di costruzione cinese Vanke
Il future food district dell Coop
Il future food district della Coop
Il Padiglione di Israele e il “giardino verticale”
Il Padiglione di Israele e il “giardino verticale”
La piscinetta del padiglione Cecoslovacchia
La piscinetta del padiglione Repubblica Ceca
Interno di un padiglione africano
Interno di un padiglione africano
Al padiglione Francia c'è persino un'esposizione di lingerie!!!!
Al padiglione Francia c’è persino un’esposizione di lingerie!!!!
L'interno del padiglione Indonesia
L’interno del padiglione Indonesia
Vendita di souvenir al padiglione Marocco
Vendita di souvenir al padiglione Marocco
Frutta di plastica lungo il Decumano
Frutta di plastica lungo il Decumano
Una delle orrende Installazioni mercato di Dante Ferretti
Una delle orrende Installazioni mercato di Dante Ferretti
Una delle orrende Installazioni mercato di Dante Ferretti
Una delle orrende Installazioni mercato di Dante Ferretti
Installazioni video al padiglione Corea
Installazioni video al padiglione Corea
Cosa ci sarà dentro quel vaso? Un video!
Istallazione al Padiglione Corea
Installazione al Padiglione Corea

Dunque una volta capito che i padiglioni sono tutto fumo e niente arrosto, rinuncio a fare altre code e li guardo solo da fuori.

Padiglione Slow Food
Il desolato Padiglione Slow Food
Padiglione Slow Food
Padiglione Slow Food deserto
Una delle aree relax
Una delle aree relax
C'è anche Grom
C’è anche Grom
mangiare e Expo 2015
mangiare e Expo 2015

Ma veniamo al capitolo cibo, altra nota dolente di questa inutile fiera.

I prezzi sono alti dappertutto. Al padiglione Belgio ho preso un cartoccio di patate fritte e una bottiglietta d’acqua per 6 euro.

Un tè alla menta al padiglione Marocco
Un tè alla menta al padiglione Marocco

Al padiglione Marocco un bicchierino di plastica di tè alla menta (buono) e un misero dolcetto li ho pagati 3,50 euro.

mangiare e Expo 2015
mangiare a Expo 2015
mangiare e Expo 2015
mangiare a Expo 2015
macaron al padiglione Francia
macarons al padiglione Francia
l'offerta di uno dei ristoranti Eataly
l’offerta di uno dei ristoranti Eataly
Specialità del Trentino in uno dei ristoranti Eataly
Specialità del Trentino in uno dei ristoranti regionali di Eataly

Visti i prezzi  e la poca appetibilità dei cibi proposti, non c’era effettivamente nulla che mi invogliasse ad assaggiare, ho optato per un onesto pasto da McDonalds, lì almeno non ti fregano!

Avrei preso anche un gelato allo stand Magnum, dove te lo davano ricoperto con una glassatura a tua scelta, ma dopo aver visto il prezzo ( 5 euro) ho rinunciato.

Col senno di poi, non acquisterei più il biglietto intero, che mi è costato 32 euro acquistandolo prima di maggio, perchè tali soldi sono un furto bello e buono, visto che oltre a non vedere niente di interessante, non hai neanche il piacere di assaggiare, compreso nel prezzo, qualche specialità di ogni paese.

Solo lo stand Lindt ti offre un cioccolatino omaggio.

Di gratis ci sono, sparsi lungo il tragitto, distributori di acqua gassata e non, per cui è bene portarsi una bottiglietta da casa.
Gratis è anche la navetta che circumnaviga tutto l’Expo, comoda per velocizzare gli spostamenti.

Un consiglio, evitate il padiglione Svizzera, tanto negli scaffali è rimasto solo del sale e delle bustine di Nescafè.
Potete prenderne quante ne volete, anche se ci vuole una bella faccia tosta a portarsene via uno scatolone sotto gli occhi delle attente hostess…le quali rammaricate spiegheranno in più lingue che purtroppo quelli prima di voi hanno fatto incetta di merci, ( mele secche e acqua) e se prenderete troppo di quello che è rimasto gli altri dopo di voi non avranno niente! perciò..niente trippa per i gatti…

Per finire, un consiglio spassionato: se non andate all’Expo, non vi perdete nulla!

Photo credits : © Anna Quaglia

Viaggio di 15 giorni a 5 stelle in Turchia a 149€ invece di 799€, tutto compreso, dov’è l’inghippo?

Viaggio in Turchia

Oggi, nella mia copia di Vanity Fair, trovo una busta giallina chiusa senza alcuna scritta.
La apro e vedo uno di quei soliti depliant pubblicitari che vendono viaggi, ma con un piccolo dettaglio che mi trattiene dall’istinto di stracciarlo al volo: l’offerta è dedicata ai lettori di Vanity Fair, e questo particolare è riportato più volte nelle pagine, davanti, dietro e nel coupon allegato.

A scanso di equivoci vi rivelo che tale dicitura cambia a seconda del giornale che acquistate, ho letto che sono diverse le riviste coinvolte in questo battage pubblicitario.

Dunque vediamo per 149€ cosa riesco a mettermi in saccoccia…

Praticamente riassumendo ho:

1) Il volo per Antalya a/r con “rinomata” compagnia area + 7 pernottamenti con prima colazione “abbondante” in hotel 4/5 stelle inclusa bevanda di benvenuto.

2) Accompagnatori turistici parlanti italiano.

4) Servizio medico su chiamata 24 ore
(e qui si sottintende che l’utenza tipo di questi viaggi sono pensionati acciaccati, oppure che ti portano in qualche landa desolata in capo al mondo…)

3) Come se non bastasse questi generosi signori mi omaggiano di altri 8 giorni di vacanza in un confortevole hotel 4 stelle sulla riviera turca per riposarmi delle fatiche del tour precedente (sorbirsi venditori di tappeti, gioielli e ciarpame vario è effettivamente estenuante…)

Tutto fantastico, ma voglio capire dov’è l’inghippo.

Primo, il prezzo è valido per partenze nella prima settimana di dicembre e nell’ultima di gennaio, periodo non ottimale per visitare la Turchia, ma forse con pioggia freddo e neve è meno banale…

Secondo, non sono inclusi i biglietti per entrare nei vari siti archeologici, musei, chiese etc. né il pranzo né la cena e siccome è specificato bene che gli hotel selezionati sono a casa di dio è vivamente consigliato prenotare anche il “pacchetto culturale e culinario” al prezzo di 129 a capoccia.

Dunque a questo punto il totale obbligatorio diventerebbe 149+129=278€ a persona partendo in coppia.
Supplemento singola: 249€

Terzo, durante il sesto e settimo giorno del tour vi dovrete sorbire la gita allo stabilimento di tappeti, gioielli e pelletteria dove cercheranno di rifilarvi robaccia a prezzi assurdi, ma questo è indicato sul depliant per cui si parte preparati.

Altra cosa inquietante segnalata in fondo alla pagina “Avviso:lo svolgimento del viaggio potrà subire variazioni”
Qui la cosa si fa poco chiara, cosa vorrà dire questa frase sibillina?

Rimaniamo dunque a un esborso certo di 278€ a testa, comunque pochissimo, cerco su google l’operatore turistico che gestisce questa promozione, si chiama RSD Italia srl,con sede a Bolzano ma con sede base in Germania.
Sul sito si parla solo della Turchia, in due varianti di viaggio. Altri viaggi niente. Strano come tour operator.

Su TripAdvisor però trovo i commenti degli ignari viaggiatori che sono cascati nella trappola, si parla di overbooking, di date spostate più volte dopo la prenotazione e di conseguenti supplementi stagionali da pagare.

E qui è svelato l’arcano: con la scusa che non c’è posto per le date col prezzo più basso, vi proporranno altre date con relativo aumento del prezzo.

Una divertente e dettagliata recensione del viaggio descritta con dovizia di particolari da un utente partito per la Turchia con questa organizzazione, la trovate su Tripadvisor qui

E voi, vi buttereste in un’avventura del genere col miraggio di risparmiare?

Io no.

Vodafone chat, un servizio che funziona!

Premessa: ho un Iphone, una ricaricabile Vodafone e ho disattivato la segreteria telefonica.
Problema: spessissimo tocco inavvertitamente il tasto segreteria e mi parte la chiamata che mi succhia 0,99.

Cerco su internet la soluzione, c’è chi dice di scaricare programmini vari che disinstallano il tasto, che chi dice che non c’è niente da fare…insomma alla fine vado in un centro Vodafone e chiedo come risolvere il problema.

L’addetto mi dice che anche lui aveva l’Iphone e lo stesso problema mio e che alla fine ha cambiato telefono, insomma non c’è niente da fare.

E adesso? Me ne vado a casa, mi loggo sul sito Vodafone e cerco una soluzione che non trovo, l’idea di chiamare il 190 non mi alletta per niente.

Trovo però il servizio Chat e mi chiedo se ci sarà qualcuno dietro quella chat…

Mi connetto e dopo pochi secondi appare un essere umano, gli digito il mio problema e gli chiedo di disattivare completamente le chiamate verso la segreteria succhiasoldi.
Lui mi chiede che telefono ho e dopo un secondo mi ha dice che il mio problema è risolto!

Non ci credo del tutto e prima di ringraziarlo provo a cliccare il maledetto tasto…miracolo…. suona occupato!

Grazie Vodafone!

Motorizzazione di Milano, un bell’esempio di inefficienza all’italiana.

Devi fare una pratica alla motorizzazione di Milano in via Cilea e hai bisogno di chiedere informazioni?
Sappi che il loro recapito telefonico 02.35379355 suona perennemente a vuoto.
A qualsiasi ora.
Impossibile contattarli.

Ma veniamo al dunque.
Come ogni anno devo rinnovare l’autorizzazione di una targa prova.
So, per esperienze passate, che lo sportello pratiche delle targhe prova non è aperto tutti i giorni ma non mi ricordo quali.
Partendo da Varese, che non è proprio dietro l’angolo, non vorrei fare un viaggio a vuoto.

Per due giorni consecutivi provo con altri due o tre numeri telefonici di altri uffici ma nisba, tutti morti.
Allora vado sul sito alla pagina orari ma non vi è traccia di quello che cerco.
Mandare un’email non mi sfiora nemmeno la frazione di nanosecondo, se non rispondono al telefono vuoi che rispondano a un’email?

Allora prendo la macchina e andiamo all’avventura, al massimo se è chiuso rifaremo un’altro viaggio, maledettissimi.

Arriviamo a destinazione dopo una coda infinita in autostrada, e sfiga delle sfighe il giovedi è uno di quei giorni maledettissimi di chiusura sportello targhe prova.

Vado allo sportello informazioni e una gentile signora mi informa che le targhe prova le fanno solo il lunedi, mercoledi e venerdi.
Ecco la notizia che volevo, grazie!
Mi è costata solo un’ora e passa di autostrada + benzina + pedaggi, crede che me ne vado così senza aver combinato un tubo?
La gentile signora capisce la mia situazione e mi invita ad andare a protestare all’URP, ufficio relazioni col pubblico, al primo piano.
Peccato che tale ufficio, siamo intorno alle 11 di mattina, sia chiuso.

Allora mi mandano al piano sopra, alla segreteria del direttore, dove spiego velocemente il mio disagio alle impiegate presenti le quali ammettono che in effetti nessuno risponde mai al telefono, purtroppo è un problema noto, colui che dovrebbe essere all’URP è sempre in giro a far revisioni, insomma c’è carenza di personale…nessuno che abbia il tempo di alzare una cornetta, mettere almeno un risponditore automatico è troppo?
Mettere due righe sul sito gli costa tanto a questi signori?

Morale della favola, dopo un’ora abbondante di attesa sono riuscita ad avere la mia pratica fatta.
E mi sono appesa un bel foglio in camera mia con i giorni di apertura per l’anno prossimo, sperando che non li cambino.
Viva l’Italia.

Attenti al trucco della gomma bucata!

Purtroppo è capitato anche a me, come a tante altre persone, di essere derubata, a bordo della mia auto, della mia borsa contenente oltre a documenti, carte bancarie e soldi, una macchina fotografica Canon Eos 40D con obiettivo EF-S 10-22mm f/3.5-4.5 USM.

Anche se non ritroverò ciò che mi è stato rubato, scrivo questo post come testimonianza diretta di un’esperienza da tenere ben impressa nella mente per evitare il più possibile altre fregature.

Milano, 2 febbraio 2015, intorno alle ore 16.

Sono alla guida della mia auto e, mentre sono ferma al semaforo, un extracomunitario, credo marocchino o giù di lì, picchia sul vetro a mio marito seduto al mio fianco facendogli segno che la gomma dietro è sgonfia; ci fa anche segno di fermarci più avanti, ma noi tiriamo dritto pensando a una scusa per farci scendere dall’auto e derubarci.

Proseguiamo tranquilli per lo sventato pericolo, quando, dopo pochi chilometri, ci accorgiamo che la gomma è a terra.

Ci fermiamo al primo distributore Shell in via de Gasperi, mio marito scende per gonfiare la gomma, scendo anch’io a vedere, e una volta gonfiata, vediamo che perde aria da un taglio ben visibile sul lato.

Parcheggio quindi la macchina dietro il distributore per mettere la ruota di scorta, apro la portiera posteriore e mi accorgo che la mia borsa è sparita.

Dunque, grazie anche all’aiuto dei gentilissimi gestori della stazione di servizio abbiamo ricostruito il fatto: siamo stati seguiti dopo che al semaforo ci è stata tagliata la gomma e derubati nel momento in cui la stavamo gonfiando.

Ho bloccato subito le carte e denunciato il fatto ai carabinieri di Milano.

Tanto per completare, segnalo il numero seriale della mia Canon Eos 40D: 830512898

Dell’obiettivo Canon EF-S 10-22mm f/3.5-4.5 USM riporto uno dei codici trovati sulla scatola in mio possesso: (21)78606002