California Bakery, una caffetteria a misura di nano.

La cheese cake di California Bakery appena servita al tavolo

Oggi incursione da California Bakery, caffetteria  american – style  in Via Larga, a Milano.
La sensazione è la stessa che ho provato tempo fa quando sono entrata da Ladurèe, la pasticceria francese trapiantata a Milano; un senso di posticcio, di innaturale, di falso, di ricostruito, di fuori luogo, insomma sembra di essere in una specie di Disneyland con i ristoranti a tema.

Dunque butto l’occhio sulla pasticceria esposta; tra le varie specialità, più o meno invoglianti, spiccano una grande torta double chocolat,  muffins vari e, stipate in ripiani di vetro, grandi cheese cake ai mirtilli, lisce, alla fragola, dall’aspetto vagamente stantio.

Sono già preparata ai prezzi esorbitanti, perciò decido di provare solo la cheese cake alla fragola; per godermi meglio l’agognato momento, opto per un posto a sedere ma il mio sguardo si blocca attonito sulle minuscole e instabili seggioline in legno, una roba mai vista in un locale prima d’ora, nonostante abbia viaggiato non poco..
Un traballante tavolino di freddo marmo completa la prima sfavorevole impressione sul locale.

Le minuscole seggioline da California Bakery in via Larga a Milano

Arriva un ragazzo di colore con la divisa d’ordinanza a prendere l’ordine; mi arriva la fetta, sottolineo di dimensioni europee, malamente adagiata su di un piattino di vetro, con una fragola non del tutto matura sulla sommità, appena velata di una salsina rossa.
L’aspetto è davvero triste ma alla fine è la sostanza che conta e devo riconoscere che si, la torta è davvero buona, cremosa, ricca, con una crosta spessa e dura, forse leggermente troppo.
Anche la fragola è dura, sembra di gomma.

Poi mi viene sete, una sete terribile. Non voglio altri salassi, perciò opto per una caraffa d’acqua che, sorpresa, viene servita gratis.

Alla fine pago. Conto per un cappuccio e una fetta di torta 10,80  euro di cui 2 per essersi seduti al tavolino.

Conclusione: un’esperienza da non ripetere, la cifra spesa è assolutamente sbilanciata rispetto al servizio offerto, voto 5 e mezzo.

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Musica assordante all’Ikea di Corsico

Venerdi 5 giugno, Ikea di Corsico, circa le 19, andiamo al ristorante e ci accoglie una sgradita sorpresa; un gruppo musicale sta facendo un casino assordante spaccatimpani.
Uno pensa di sedersi tranquillo a mangiare e invece si deve sorbire questi spaccaballe, che l’Ikea avrà pagato per rompere (involontariamente) le balle agli avventori.

Ora io dico che bisogno c’era di creare questo casino inutile, a chi può interessare farsi sfondare i timpani mentre mangia?

Fortunatamente il gruppetto ha smesso quasi subito con la scusa della pausa, ma credo invece per lo scarsissimo apprezzamento ricevuto, dopo ogni motivetto sentivo solo un applauso, probabilmente era la mamma della cantante…

Giramento di balle all’Ikea di San Giuliano Milanese

Primo giorno di apertura alla nuova Ikea di San Giuliano, terzo punto vendita a Milano.
Io e mio marito siamo arrivati  lì verso l’una e quindi ci siamo fiondati subito al ristorante, pieno di gente come da copione.

Dunque ci mettiamo in fila, io prendo il solito salmone al vapore e lui prende il “”menù meneghino” da 9,90 euro che comprende un risotto alla milanese, un assaggio di salumi, una cotoletta impanata di quelle industriali con patate fritte e un dolce liquoroso  e poi un menù bimbi pasta, tanto costa solo 0,99 e ti magni un piattino di pasta al sugo + succo di frutta e yogurt.

Ed eccoci in coda alla cassa, che procede molto lentamente, perchè qualcuno ha avuto la brillante idea di mettere degli apprendisti alle casse affiancati da un tutor proprio il primo giorno di apertura…

Prevedo di arrivare a tavola con il cibo freddo e conseguente incazzatura che mi  bloccherà la digestione.

Ma il peggio deve ancora arrivare; eccomi davanti al cassiere che fa il totale e mi chiede 21 e qualcosa euro.
Qualcosa non mi torna, ma pago e vado al tavolo con le budella in fibrillazione..
Guardo lo scontrino, mio marito vede che il conto è sbagliato e va alla cassa a protestare.
Io intanto sono sfiancata per tutto l’insieme, la gente, il casino e mi è passata anche la fame.

Vedo mio marito che discute col cassiere, che a sua volta ha chiamato un supporter.
Insomma, alla fine gli ridanno i 4,50 euro in più che avevo già pagato, che nessuno sa come mai fossero usciti sullo scontrino.

Tornato al tavolo mi fa vedere i soldi riavuti ma non lo scontrino.

” Il cassiere mi ha chiesto se potevo lasciarglielo come prova dell’errore fatto”  mi spiega mio marito.
Al che torno io dal cassiere egli chiedo di riavere almeno la ricevuta del pagamento con carta di credito, che lui non voleva darmi, ma che alla fine mi ha dato, e vorrei vedere che non me la dava….

Hamburger con patatine da IKEA, che squallore!

Lo sapevo già che al ristorante Ikea si mangia male, cibi surgelati e riscaldati male, praticamente arrivi a tavola che è tutto freddo, insomma va bene se proprio hai un’attacco di fame e via.

Ieri pomeriggio verso le 17, all’Ikea di Carugate proponevano un invitante piatto di hamburger con patate fritte e una bibita ad un prezzo scontato, circa 3,85 euro.

Bene, arrivo al banco e chiedo 2 porzioni; il “cuoco” mi dice di aspettare 2/3 minuti perchè deve scaldare gli hamburger.

Intanto mette nel piatto una pagnotta tagliata in due e le patate fritte che non erano appena fatte ma avanzate nell’espositore, per cui già mi sono un pò innervosita.

Poi arriva la leccarda piena di hamburger che parevano lessi e per nulla invitanti, gli spruzza sopra un goccio d’olio per ravvivarli e me lo mette sul piatto accanto al resto.

Presa dallo sconforto in un nanosecondo penso se dirgli ” me ne dia solo uno” ma lui è più veloce di me e mi spiattella l’altro. Amen, me ne pentirò amaramente.

Vado in cassa, pago, vado al tavolo, mi siedo e mi ficco in bocca due tre patate, molliccie e tiepide, poi sbatto l’hamburger lesso nel panino, un pò di ketchup e addento il tutto.

Il panino è ottimo, l’hamburger è tiepido e,  man mano che arrivo al centro, scopro che è freddo, porcaccia la miseria!

Incazzata come non mai col cuoco, mi dirigo al microonde (se ne trovano dappertutto) per scaldare quello scempio ma lo lascio troppo tempo e mi ustiono la bocca con le patate ancora più molli e l’hamburger bollente e immangiabile.

Morale, avrei potuto protestare, ma poi?

Conclusione:  non comprate hamburger  nè patatine all’Ikea, andate da Mcdonalds o similari!

La mia opinione su: KAPUZINER Platz am Kanal – Milano Navigli

Sono stata in questa birreria poche sere fa, ecco la mia opinione. Premetto che ero stata precedentemente nell’altro Kapuziner di viale Montenero, e che sono un habituè di Monaco di Baviera.

Dunque, mentre in viale Montenero c’è un’atmosfera gioiosa, con personale  in costume tipico, e un bel viavai di gente, qui l’atmosfera è deprimente. Poca gente.

Primo, il freddo. Il locale è freddo, non so come mai non abbiano un decente impianto di riscaldamento, visto che il locale è nuovo di pacca.

Secondo, mi aspettavo un po’ di folclore bavarese, con camerieri in costume, e invece mi appare una signorina scapigliata con felpa e gonna lunga, per di più con un occhio nero, poverina, che lì per lì ho scambiato per una zingara.

Terzo, i famosi bretzel di Monaco, belli pasciuti e croccanti, SCORDATEVELI! Qui vi offrono un fac- simile, surgelato e duro come un sasso. Solo il bastone porta bretzel richiama le mitiche birrerie di Monaco.

E passiamo al menu:

Tagliere di salumi e formaggi, ottimo

Spatzle al burro e salvia, buoni, ma, col freddo che c’era, si sono freddati subito!

Torta kapuziner, buona, al sapor di latte.

Conclusione: tornerò sicuramente, ma al Kapuziner di Viale Montenero.